E’ stata tra i protagonisti di ICA (International Archives Congress), il congresso mondiale degli archivi tenutosi da martedì a giovedì all’International Convention Centre di Barcellona. Un evento di altissimo livello che ha visto una partecipazione selezionata di 35 espositori, tra istituzioni – ad esempio Archivio Statale del governo spagnolo, il Ministero dell’Arabia Saudita, scuole di archivistica internazionali – e aziende. Tra queste Makros, l’azienda ferrarese nota per il Blockfire, sistema archivistico per la protezione del patrimonio artistico e culturale dal fuoco, che a Barcellona ha portato anche il più recente BlockBacteria, contro i danni da deterioramento batterico, già installato in alcuni siti, tra cui l’Archivio Centrale dello Stato di Roma e il Politecnico di Torino. Tre giorni di sessioni di lavoro sulle varie tecnologie, tra concetti di conservazione, automazione, migrazione. E demo (momento dimostrativo, ndr) agli stand, dove Makros ha portato visori che sfruttando la realtà immersiva consentono a chi li indossa di comprendere in un minuto come agiscono il Blockfire e Blockbacteria. Cliccando su pulsante 1 si può assistere a un incendio che mette a rischio libri e quadri collocati in un Blockfire, che all’arrivo delle fiamme si chiude autonomamente salvaguardando l’integrità del contenuto. Cliccando sul 2, ci si trova accanto al software che governa la sensoristica e l’attivazione degli alert che suggeriscono le azioni da intraprendere per evitare la proliferazione fungina. “Il riscontro di interesse è stato enorme, in particolare dagli americani, che stanno cominciando ad affrontare il tema della conservazione culturale”. Il tutto consentito dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, “che se ben governata – commenta il fondatore e Ceo, Massimo Luise -, non deve farci paura, perché offre prospettive di miglioramento in tutti i settori. L’innovazione tanto invocata è la regola, anzi la prassi e richiede l’utilizzo di tutti gli strumenti avanzati a nostra disposizione. Makros (associata Confindustria e parte del network Siprocube), rivendica la presenza di un comitato tecnico scientifico che orienta la costante ricerca e il rapporto con il mondo universitario. “Con Unife abbiamo realizzato prototipi e abbiamo una collaborazione consolidata sul fronte della formazione. Gli ultimi dipendenti sono entrati come stagisti”, afferma con orgoglio.
Sipro
“Stiamo dando nuovo slancio alla rete Siprocube – afferma Paolo Govoni, Amministratore Sipro – è quindi importante per noi avere realtà già presenti sul mercato che possano trasferire e condividere esperienze e idee anche con le start up di più recente insediamento. Crediamo, anche grazie al format del Meetup che stiamo attuando, nell’importanza della connessione tra le aziende incubate e il tessuto imprenditoriale locale”. Esprime soddisfazione anche Giada Spadoni, responsabile Incubatori di Sipro, che sottolinea “l’importanza di poter contare su realtà di valore, come Makros, che uniscono la ricerca sulle tecnologie avanzate alla valorizzazione delle competenze e del capitale umano. Un aspetto alla nostra attenzione”.